SaraDor

Parigi

Parigi… la città che ho più nel cuore. E’ per antonomasia la più romantica del mondo, ma non è quest’aspetto ciò che mi ha sempre attratto e affascinato. Al contrario, è qualcosa d’ inspiegabile, più profondo e più sottile. Sento una chiara affinità con essa e già questo sarebbe sufficiente. Nel visitarla la prima volta nel 2009 questa sensazione si è avvalorata e nel tornarci, esattamente dieci anni dopo, nel 2019, si è confermata. Certo, c’è la Tour Eiffel, il Louvre, Notre Dame, ma ci sono anche vie, borghi e stradine meno famosi ma altrettanto carichi di fascino e con la loro storia da raccontare. E poi c’è l’arte che permea la città in tutte le sue svariate forme, soprattutto pittoriche; ogni artista famoso di inizio ‘900 ha quasi certamente fatto un salto a Parigi. E, non per niente, si può quasi dire che sia il luogo di nascita della fotografia: ben due, dei tre uomini comunemente noti come i padri di quest’arte, sono francesi. Joseph Nicéphore Niépce, meglio conosciuto come l’autore della prima fotografia della storia risalente al 1826-’27 e Luis Mandé Daguerre, inventore del dagherrotipo (immagine ottenuta con vari procedimenti chimici e fissata su una lastra di rame) e autore del primo scatto in cui compare una figura umana: un uomo fermo dal lustrascarpe nel celebre scatto ‘Boulevard du Temple’. Il terzo, ma non ultimo, padre della fotografia è invece l’inglese William Henry Fox Talbot, inventore del negativo. Le foto di questa galleria sono dell’ultimo viaggio – aprile 2019 -.